Concorso docenti 2016: una comparazione tra Liguria, Campania e Lombardia

concorso-docenti-banchi-scuolaUn interessante confronto per la classe di concorso A41 (Scienze e tecnologie informatiche; ex A042) consente di ragionare su quanto siano diversi i criteri di valutazione da luogo a luogo.

Graduatorie di merito  finali, pubblicate sui siti delle sedi regionali:

in Liguria: 16 posti disponibili, su 18 candidati solo 7 hanno superato la prova scritta e sono poi stati dichiarati vincitori. In sostanza hanno passato il concorso il 38,8% degli aspiranti; non sono stati coperti oltre il 50% dei posti disponibili, 9 posti rimangono vacanti.

Liguria A41

in Campania: 40 posti disponibili, su 129 aspiranti solo 54 sono stati ammessi all’orale e sono stati dichiarati vincitori in 44, cioè il 34%. Sono stati coperti tutti  i posti disponibili e c’è un avanzo di 4 concorrenti.

Campania A41 top

Campania A41

in Lombardia: 112 posti disponibili,  su 121 aspiranti solo 93 sono stati ammessi alla prova orale e sono stati dichiarati vincitori in 81, cioè il 67%.  Sono stati coperti il 70% dei posti disponibili, continueranno a mancare 31 docenti.

lomb1

lomb1-1

Lomb2.JPG

 

Alcune osservazioni:

  • sia in Liguria che in Campania il concorso è stato molto selettivo: oltre 6 candidati su 10 non hanno passato la prova scritta o quella orale;
  • in alcune regioni non sono stati trovati aspiranti per tutti i posti disponibili;
  • in Campania hanno avuto valutazioni davvero eccellenti nella prova orale (qui la griglia di valutazione): ben 25 su 44 (56,8%) hanno ottenuto il massimo possibile, tra cui anche gli ultimi 4 della graduatoria, cioè “Ampia e approfondita padronanza dei contenuti disciplinari; ottime capacità di comunicazione e di mediazione didattica; ottime capacità di progettazione didattica; approfondita conoscenza dei mezzi  e degli strumenti idonei all’attuazione di una didattica personalizzata anche in riferimento agli alunni con BES; una valutazione corretta e fluente nella capacità di comprensione e di conversazione nella lingua straniera“. Altri 10 hanno mancato di un soffio il massimo punteggio. In Lombardia 11 su 81 (corrispondente al 13%); in Liguria c’è stato un solo 40.
  • in Campania hanno molti titoli da far valere: 10 su 54 hanno il massimo punteggio possibile, solo 3  su 81 in Lombardia  e nessuno in Liguria. Dei concorrenti della Campania, 46 su 54 hanno più titoli di tutti i concorrenti della Liguria;
  • in una classifica composita delle tre graduatorie i concorrenti della Campania sarebbero in gran parte nelle prime posizioni, ben 51 su 81 concorrenti della Lombardia sarebbero dietro tutti loro, così come 4 su 7 della Liguria.

Altri documenti per approfondimento: graduatoria di merito in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Sardegna. Molte delle altre regioni non hanno ancora pubblicato le graduatorie.

Si ringrazia Lorenzo Repetto per le puntali precisazioni che hanno consentito di correggere il calcolo delle percentuali dei vincitori (vedi il suo commento).

Annunci

Minori alla tastiera, minori alla sbarra

Ieri pomeriggio, presso la Fondazione Edoardo Garrone a Genova, si e’ tenuta una tavola rotonda sulle problematiche dell’accesso dei minori alla rete internet, dal titolo eloquente “Minori alla tastiera, minori alla sbarra” organizzata da Telecom Italia.

internet e minoriIl 13% dei minorenni italiani frequenta siti web per adulti, il 33% fa acquisti in rete senza il consenso dei genitori, l’11% afferma che i genitori non sanno minimamente cosa fa in rete, il 36% ammette di comportarsi diversamente sul web se i genitori sono nei paraggi. I genitori che credono di sapere cosa fa il figlio sulla rete e invece ne e’ all’oscuro e non e’, spesso, nemmeno in grado di controllarne l’attivita’.

Un mondo del crimine, che non viene percepito come tale, con implicazioni enorni anche sulle famiglie e per le persone coinvolte.  Termini come grooming,  il cyberbullismo,  sexting, dipendenze tecnologiche entrano sempre piu’ nelle aule dei Tribunali, soprattutto minorili.

Hacker italiani minorenni hanno violato i sistemi informatici di Pentagono, Nasa, Corti di Giustizia Usa, centrali nucleari in Brasile, fino alle più grandi realtà bancarie d’Italia: negli Stati Uniti, dopo l’11 settembre 2001, queste violazioni sono equiparate a terrorismo, reato per cui e’ prevista la pena di morte.

Mauro RapettoE’ il quadro emerso dalla tavola rotonda ‘Minori alla tastiera, minori alla sbarra‘ organizzata a Genova da Telecom Italia nell’ambito dell’iniziativa ‘Anche io ho qualcosa da dire‘ fortemente voluta dal dottor Umberto Rapetto (ex generale della Guardia di Finanza che ha vissuto in prima persona queste realta’) alla quale è intervenuta anche il procuratore capo del Tribunale dei Minori di Genova Cristina Maggia e il funambolico ed espertissimo professor Andrea Aparo. Grandi assenti le istituzioni cittadine e politiche.

Tanti e preoccupanti i molti casi pratici ricordati,  che hanno presentato uno spaccato dei reati compiuti dai minorenni italiani. Si va dal giovanissimo hacker figlio di un docente di Informatica all’Università di Salerno entrato nel sistema web del Pentagono, della Nasa, delle Corti di Giustizia statunitense fino a penetrare nel sistema di controllo di una centrale nucleare in Brasile che si divertiva a spegnere e accendere le luci all’interno della centrale al punto da diffondere su internet la leggenda del fantasma di ‘Pernambuco’.

Giovanissimi italiani hanno colpito siti web causando centinaia di migliaia di euro di danni, le Poste Italiane hanno avuto una banda di ragazzini entrati dentro al loro sito bloccandone l’operatività per giorni, procurando disagi a tutta la comunita’. Un ragazzo minorenne di Barcellona Pozzo di Gotto per protesta dopo un acquisto che non lo ha soddisfatto ha manipolato il sito di una nota marca di calzature danneggiandolo e cambiando tutti i prezzi. Un altro ragazzino della periferia di Roma, poco prima dell’entrata in vigore dell’euro, è entrato nelle più grandi realtà bancarie d’Italia, muovendo miliardi di Lire, senza che i genitori avessero idea di quello che stava facendo.

Tutti i ragazzi non si rendono minimamente conto di quello che stanno facendo. Di fronte alla contestazione del reato l’atteggiamento generale è quello di cadere dalla nuvole e dire ‘non lo sapevo’ – ha spiegato il procuratore Maggia – sia il minorenne sia spesso i genitori”. Spesso si tratta di situazioni di disagio dei ragazzi, che intendono in questo modo affermare la loro presenza in un mondo dove conta soprattutto l’apparire.

Non per nulla il dott. Rapetto, recatosi presso una scuola genovese per uno degli eventi della manifestazione, e’ stato accolto da un fumogeno che ha provocato l’evacuazione della scuola e, ovviamente, la gara tra i ragazzi  per essere tra i primi ad immortalato e diffondere su Facebook l’evento.

Come ben evidenziato dai relatori, la scuola, gia’ alle prese con enormi difficolta’ e responsabilita’, non puo’ sempre intervenire e sopperire alle deficienze relazionali dei giovani. Deficienze in gran parte ereditate da situazioni familiari complicate dove i genitori non sanno tenere un ruolo di guida, o solo di appoggio e vicinanza, perche’ loro stessi vengono da situazioni di disagio o vivono situazioni di difficolta’ economica e/o relazionale. Come ha ricordato la dott.ssa Maggia, in questi ultimi decenni sono venute sempre meno le figure di riferimento istituzionali che erano davvero al servizio della popolazione in generale e della gioventu’ in particolare.

Per il dott. Rapetto pero’ ci deve essere uno sforzo per indirizzare i ragazzi a fruire dei nuovi strumenti tecnologici in maniera costruttiva, in modo che possano ricevere gratificazioni senza delinquere. E’ una sfida che molti insegnanti hanno gia’ colto, tra mille difficolta’.

Regole di scrittura.. simpatiche

Tratto da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri. Continua a leggere “Regole di scrittura.. simpatiche”

Scuole superiori e laboratori

Quando i ragazzi delle medie inferiori, accompagnati dai loro insegnanti o dai genitori, vanno a visitare le scuole vengono portati in laboratori ordinatissimi, spaziosi, con banchi da lavoro lindi a alcune sedie dove alcuni studenti della scuola eseguono esperimenti “scenografici”, illustrando metodologie, rispondendo a domande come libri stampati, felici di poter manipolare gli strumenti a loro piacimento.

Durante l’anno scolastico, gli stessi laboratori, cosi’ lindi e ordinati nelle presentazioni, diventano camere a gas dove si sta pressati, con sedie vandalizzate dagli stessi alunni, schiacciati gli uni sugli altri. Le lezioni in laboratorio prevedono alcuni allievi intenti a cercare di vedere cosa fa il docente e replicarne fedelmente le mosse mentre una parte piu’ cospicua e’ solitamente intenta a passare il tempo tra chiacchiere, ascolto di musica nelle cuffiette opportunamente mascherate, relazioni sociali tramite Facebook e SMS con gli amici delle altre classi e scuole, sgranocchiamento di merendine comprate al volo durante il trasferimento aula-laboratorio, e qualche interessante esperimento balistico con gli oggetti della natura piu’ varia.

Quando la lezione finisce il docente chiede una relazione dell’attivita’ che ha svolto (lui), relazione che viene normalmente prodotta da uno o due alunni, copiata malamente all’ultimo minuto da altri cinque o sei e ignorata dagli altri. “Non ho sentito”, “Non sapevo che ci fosse”, “Forse non c’ero”, “Ah! Era per oggi? La porto domani, ma potrebbe rispiegarmela?” le giustificazioni piu’ frequenti che hanno il solo scopo di distrarre il docente e rimandare la valutazione: del resto non e’ cosi’ che insegnano i politici che si vedono in tv?

Valutazioni: meglio il real-time?

Qualcuno dovrebbe poi dire agli insegnanti che quello passato a scuola, per i giovani, e’ un tempo gia’ troppo grande da dedicare al proprio futuro, in una societa’ dove vale la legge del “tutto e subito”.

Una proposta, provocatoria ma non troppo, e’ quella di arrivare ad una valutazione “in tempo reale”: ogni ora di lezione un voto. Dieci se hai fatto una domanda pertinente, nove se hai preso appunti, otto se hai ascoltato, sette se hai il libro aperto, sei se non hai disturbato. Ovviamente nella stessa lezione il docente queste valutazioni deve anche scriverle sul proprio registro personale e sul libretto dei voti dei ventotto alunni, controfirmandolo opportunamente. Alla fine si scarteranno le dieci valutazioni peggiori e si fara’ la media delle altre. Quasi tutti contenti, alunni, genitori e dirigenti.

Attenzione, ho detto ogni ora di lezione: per la spiegazione rimangono forse 20 minuti, il tempo massimo di attenzione dei ragazzi, che potrebbero impiegare il resto per le relazioni sociali, reali o virtuali, con l’uso di telefonini e cuffiette finalmente liberalizzato.

I docenti, a parte la burocrazia, avrebbero venti minuti per insegnare, nessun compito da sollecitare o correggere. Molto di piu’ di quanto possono concedersi normalmente.

Siamo proprio sicuri che sia solo una proposta provocatoria?

Per non dimenticare…

“Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori” (Berlusconi, 26 Febbraio 2011)

”Come al solito – dice il premier – anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressoché ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose”.

”Desidero percio’ chiarire nuovamente – prosegue il presidente del Consiglio nel comunicato – senza possibilita’ di essere frainteso, la mia posizione sulla scuola”. “Il mio governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Università – continua il premier in una nota – proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati. Questo non significa – prosegue – non poter ricordare e denunciare l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verita’ e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all’educazione dei figli”. (Berlusconi, 27 Febbraio 2011)