Una esercitazione per Tecnologie Informatiche nelle prime classi che fa riflettere sul fenomeno del gioco d’azzardo

Una esercitazione un po’ diversa dal solito che consente anche di riflettere e stimolare qualche discussione.

Dopo aver spegato i grafici durnate la scorsa eserciatzione, per quella “applicativa” ho scelto un argomento specifico: il gioco d’azzardo.

Cercando su internet ho trovato un piccolo saggio della ASL di Lodi. Dati utilii (e preoccupanti) possono essere trovati anche su un documento a cura dell’Osservatorio Regionale di Libera Piemonte (pagina 28, pagina 69 e nella appendice 1 a pagina 109).

A pagina 12 c’e’ una tabella che riassume i ricavi dalle diverse forme di gioco dal 2003 al 2009.

Coi i ragazzi abbiamo deciso di confrontare la situazione al 2003 e quella al 2009 e di evidenziare i rapporit tra i diversi tipi di gioco nel 2009, con lo scopo di produrre un piccolo articolo con l’elaboratore di testi.

Il fatto che si parli di milioni di euro ha stimlato la discussione in maniera profiqua; suggerendo il confronto tra questi importi e quelli previsti come gettito IMU dalla manovra Salva Italia del dicembre 2011, che prevedeva un gettito di 11 milioni di euro, abbiamo cercato tassazione sui ricavi giochi (sembra il 13.5%). Da qui ulteriore riflessioni…

Ecco il testo della consegna:

Viene fornito un testo in formato pdf sul gioco d’azzardo. Scaricarlo sul proprio computer.

A pagina 12 di questo testo e’ presente una tabella.

Aprire il programma per il foglio di calcolo (usualmente Excel) e ricopiare la tabella.

Creare tre grafici:

  • due a torta con la ripartizione degli importi tra le diverse forme di gioco, rispettivamente per il 2003 e per il 2009. Un esempio di tale grafico è visibile sul documento pdf a pagina 13.
  • un grafico a barre (orizzontali) con i dati degli importi del 2009.

Creare un documento di testo (usualmente con Microsoft Word) nominato “articolo” contenente:

  1. il titolo dell’articolo;
  2. una breve introduzione alla tabella e ai grafici;
  3. la tabella;
  4. i grafici a torta affiancati;
  5. il grafico a barre;
  6. le conclusioni che si ricavano dall’analisi dei dati riportati nei grafici.

Il sito dell’Osservatorio Regionale Libera Piemonte contiene anche una bella sitografia a questo link.

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IBM PC – AT


Nostalgia del primo PC… ma in realta’ il mio era solo un clone, e di colori il monitor ne aveva solo uno, il verde!

IBM_AT_System_s1

 

The IBM PC AT was the successor of the PC and the XT. IBM added a lot of new features: they abandoned the old Intel 8086 to the Intel 80286, so the PC AT used new 16 bit expansion slots.

The PC AT had a new version of the Microsoft OS: MS-DOS 3.0 which could manage the new 5.25″ floppy disk format (1.2 MB), the new hard disk capacities (20 MB and more) and allowed file sharing. It had a new keyboard too (the same we use now, more or less) with cursor keys and a key that could lock it.

Two models were launched: the PC-AT model 1 (256 KB RAM, two floppy disk units and a color screen) and the PC-AT Model 2 (512 KB RAM, one floppy disk unit, one hard disk and a color screen).

This computer was revolutionary, but it was the last time IBM imposed a standard to the PC clone industry. The next year, the first PC based on a 80386 was made by Compaq and IBM failed to impose the PS/2 standard in 1986.

Caratteristiche

Fonte: http://www.old-computers.com/museum

Valutazioni: meglio il real-time?

Qualcuno dovrebbe poi dire agli insegnanti che quello passato a scuola, per i giovani, e’ un tempo gia’ troppo grande da dedicare al proprio futuro, in una societa’ dove vale la legge del “tutto e subito”.

Una proposta, provocatoria ma non troppo, e’ quella di arrivare ad una valutazione “in tempo reale”: ogni ora di lezione un voto. Dieci se hai fatto una domanda pertinente, nove se hai preso appunti, otto se hai ascoltato, sette se hai il libro aperto, sei se non hai disturbato. Ovviamente nella stessa lezione il docente queste valutazioni deve anche scriverle sul proprio registro personale e sul libretto dei voti dei ventotto alunni, controfirmandolo opportunamente. Alla fine si scarteranno le dieci valutazioni peggiori e si fara’ la media delle altre. Quasi tutti contenti, alunni, genitori e dirigenti.

Attenzione, ho detto ogni ora di lezione: per la spiegazione rimangono forse 20 minuti, il tempo massimo di attenzione dei ragazzi, che potrebbero impiegare il resto per le relazioni sociali, reali o virtuali, con l’uso di telefonini e cuffiette finalmente liberalizzato.

I docenti, a parte la burocrazia, avrebbero venti minuti per insegnare, nessun compito da sollecitare o correggere. Molto di piu’ di quanto possono concedersi normalmente.

Siamo proprio sicuri che sia solo una proposta provocatoria?