La Settimana di educazione all’informatica (9-15 dicembre 2013)

Dagli Stati Uniti la Settimana della Programmazione, dal 9 al 15 Dicembre 2013, con la collaborazione di molti famosi programmatori, quali Bill Gates e Mark Zuckerberg, che si sono prestati ad “insegnare” alcuni concetti base della programmazione.

Obama invita a imparare a programmare
Obama invita a imparare a programmare

Anche il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha invitato tutti gli americani ad imparare a programmare con un video.

Tutti possono provare a programmare: il sito http://code.org offre decine di esempi di ambienti divertenti per fare i primi passi nella programmazione, anche in lingua italiana.

Nel primo esempio, con le animazioni basate sul gioco Angry Birds (ma ci sono anche degli Zombie), sono inseriti alcuni video, sottotitolati in italiano (per attivare i sottotitoli vedere  qui), dove sono presentati i concetti base della programmazione: ecco così la presentazione, con Bill Gates (fondatore di Microsoft) a fare da cicerone; Mark Zuckerberg (inventore di Facebook) spiega un tipo di  cicli; Chris Bosh (cestita degli All Stars NBA) che spiega il ciclo indeterminato , ancora Bill Gates che spiega il costrutto se , una ricercatrice medica presenta il costrutto se.. altrimenti.

Le conclusioni sono lasciate ad un ingegnere della NASA che spiega come il rover su Marte usi proprio questi costrutti fondamentali per muoversi e esplorare il pianeta rosso.

Alla fine dell’ora di sviluppo, rivolto ai teen ager, viene rilasciato un simpatico diploma personalizzato da stampare.

Altri materiali e video sono disponibili per le funzionalità più avanzate, per chi ha voglia di lasciarsi coinvolgere nel gioco della programmazione. Ad esempio ecco

Riguardo al discorso di Barak Obama, non si puo’ fare a meno di fare un confronto con i vertici delle istituzioni italiane, che spesso dimenticano l’importanza dell’educazione e della scuola per il futuro del nostro Paese.

Attivazione dei sottotitoli su Youtube:

Per attivare o disattivare I sottotitoli in YouTube, si può fare clic sull’icona dei sottotitoli situata nella parte inferiore del video.

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Papa Francesco per la GMG 2013

Come è noto, il motivo principale della mia presenza in Brasile trascende i suoi confini. Sono venuto infatti per la Giornata Mondiale della Gioventù. Sono venuto a incontrare giovani arrivati da ogni parte del mondo, attratti dalle braccia aperte del Cristo Redentore. Essi vogliono trovare un rifugio nel suo abbraccio, proprio vicino al suo Cuore, ascoltare di nuovo la sua chiara e potente chiamata: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”.

PapaFrancescoQuesti giovani provengono dai diversi continenti, parlano lingue differenti, sono portatori di culture variegate, eppure trovano in Cristo le risposte alle loro più alte e comuni aspirazioni e possono saziare la fame di una verità limpida e di un amore autentico che li uniscano al di là di ogni diversità.

Cristo offre loro spazio, sapendo che non può esserci energia più potente di quella che si sprigiona dal cuore dei giovani quando sono conquistati dall’esperienza dell’amicizia con Lui. Cristo ha fiducia nei giovani e affida loro il futuro della sua stessa missione: “Andate, fate discepoli”; andate oltre i confini di ciò che è umanamente possibile e generate un mondo di fratelli. Ma anche i giovani hanno fiducia in Cristo: essi non hanno paura di rischiare con Lui l’unica vita che hanno, perché sanno di non rimanere delusi.

Nell’iniziare questa mia visita in Brasile, sono ben consapevole che, rivolgendomi ai giovani, parlo anche alle loro famiglie, alle loro comunità ecclesiali e nazionali di provenienza, alle società in cui sono inseriti, agli uomini e alle donne dai quali dipende in gran misura il futuro di queste nuove generazioni.

È comune da voi sentire i genitori che dicono: “I figli sono la pupilla dei nostri occhi”. Come è bella questa espressione della saggezza brasiliana che applica ai giovani l’immagine della pupilla degli occhi, la finestra attraverso la quale la luce entra in noi regalandoci il miracolo della visione! Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti? Il mio augurio è che, in questa settimana, ognuno di noi si lasci interpellare da questa domanda provocatoria.

La gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo, e quindi ci impone grandi sfide. La nostra generazione si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio; tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l’educazione affinché diventi ciò che può essere; trasmettergli valori duraturi per cui vale la pena vivere; assicurargli un orizzonte trascendente per la sua sete di felicità autentica e la sua creatività nel bene; consegnargli l’eredità di un mondo che corrisponda alla misura della vita umana; svegliare in lui le migliori potenzialità per essere protagonista del proprio domani e corresponsabile del destino di tutti.

Regole di scrittura.. simpatiche

Tratto da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri. Continua a leggere “Regole di scrittura.. simpatiche”

Frasi celebri e riutilizzabili

“Non basta sapere, si deve anche applicare; non e’ abbastanza volere, si deve anche fare” J.W. Goethe

COMUNICAZIONE

“Quando due persone si accingono a parlare in modo che il loro dialogo sia sensato, devono preventivamente accordarsi sui simboli che utilizzeranno come mezzo di comunicazione (parole, ad esempio, o altri); tutte le loro affermazioni dovranno essere in accordo con le norme relative al mezzo di comunicazione scelto.” Isaac Asimov

“Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”. Adriano Olivetti

Elezioni negli USA: la scuola al primo posto in entrambi i discorsi dopo la rielezione di Obama

Dal discorso di Obama dopo la rielezione:

[…]Ma nonostante le nostre differenza, molti di noi condividono certe speranze per il futuro dell’America. Vogliamo che i nostri figli crescano in un paese dove abbiano accesso alle migliori scuole e all’insegnamento dei migliori docenti. Un paese che porti avanti la propria leadership nella tecnologia, e nell’innovazione e nelle scoperte, con tutto il lavoro e le possibilità di impiego che ne conseguono.[…]

Dal discorso di Romney (andare al minuto 2:50, subito dopo i ringraziamenti alla famiglia ed ai collaboratori):

[…] Il paese arriva ad un momento critico e non possiamo permetterci di litigare su questioni minori. Dobbiamo metterci al servizio dei cittadini ed i cittadini, anche, devono fare del loro  meglio. E puntiamo sui nostri insegnanti affinche’ siano fonte di ispirazione per i nostri studenti […]

E’ impressionante come in entrambi i discorsi la scuola sia considerata cosi’ importante da essere citata al primo posto.

Quanta differenza con la nostra Italia!

Per non dimenticare…

“Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori” (Berlusconi, 26 Febbraio 2011)

”Come al solito – dice il premier – anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressoché ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose”.

”Desidero percio’ chiarire nuovamente – prosegue il presidente del Consiglio nel comunicato – senza possibilita’ di essere frainteso, la mia posizione sulla scuola”. “Il mio governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Università – continua il premier in una nota – proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati. Questo non significa – prosegue – non poter ricordare e denunciare l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verita’ e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all’educazione dei figli”. (Berlusconi, 27 Febbraio 2011)