Insegnare la Shoah

Spiegare e far comprendere la Shoah agli adolescenti non e’ facile. Spesso si rischia di celebrare anziché ricordare e nelle nuove generazioni, nonostante siano abituate a quotidiane scene a violenza propinate in abbondanti dosi dai media, quelle antiche immagini provocano ancora orrore. Orrore, una parola spesso usata a sproposito. Un orrore tanto grande da provocare il rifiuto, la fuga.

AlessandraChiappanoIeri sera, nella sala consiliare del Comune di Arenzano, nell’ambito di un convegno organizzato dal comune in collaborazione con Insmli Milano, Ilsrec Genova e Ordine dei Giornalisti della Liguria si e’ parlato anche di questo.

Al centro della giornata, la presentazione dell’opera di Alessandra Chiappano “Le deportazioni femminili dall’Italia fra storia e memoria”, pubblicata postuma dall’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia di Milano con il contributo del comitato “In treno per la memoria” di Cgil e Cisl Lombardia.

Al dibattito hanno preso parte Patrizia Cocchi dell’istituto “Gadda” di Paderno Dugnano, Maurizio Guerri e Andrea Saba di Insmli Milano e Paolo Battifora di Ilsrec Genova. Moderatore il giornalista Gianfranco Sansalone.

Il lavoro di Alessandra Chiappano, docente comandata presso l’Insmli e responsabile delle attività didattiche dell’ente, si è incentrato per anni sulle fonti con incontri e interviste a ex deportati. Il frutto del suo lavoro è un preziosissimo tesoro fatto di testimonianze provenienti da persone che – spesso dopo anni di silenzio – hanno accettato di aprirsi raccontando la loro terribile esperienza anche grazie al modo di porsi di Alessandra.

Importante la testimonianza di Patrizia Cocchi: impossibile non ricordare, ma non bisogna cadere nella celebrazione: “Nelle scuole si è iniziato a parlare con una certa continuità di Shoah solo a partire dal 2000, con la legge che istituiva il Giorno della Memoria è importante il dibattito ma bisogna evitare gli abusi del ricordo. La Shoah non va banalizzata, ma neppure trasformarla in evento unico inconfrontabile ad altri eventi. Dobbiamo lavorare per trasformare la memoria in insegnamento, per far sì che quegli eventi non si ripetano sconfiggendo il razzismo, l’antisemitismo e il ragionamento per stereotipi. D’altra parte siamo educatori oltre che insegnanti».

Una serata importante e partecipata, in ricordo di una grande figura tanto legata ad Arenzano.

Alessandra Chiappano, nata a Genova, responsabile del settore didattico dell’INSMLI e della Fondazione Memoria della Deportazione di Milano, ha conseguito un Master in didattica della Shoah nel marzo 2007 e ha curato molteplici volumi dedicati all’approfondimento e allo studio della Shoah e della deportazione, tra i quali Shoah (con Fabio Pace, Einaudi Scuola 2001), Le storie estreme del Novecento (con Fabio Minazzi, MIUR 2002), Il presente ha un cuore antico (con F. Minazzi, Thélema 2003), Pagine di storia della Shoah (con F. Minazzi, Kaos 2005), Il paradigma nazista dell’annientamento. La Shoah e gli altri stermini, Giuntina 2006, la monografia I Lager Nazisti. Guida storico-didattica, Giuntina 2007, e infine Le deportazioni femminili dall’Italia fra storia e memoria.
a cura di Maida B.; Mantelli B., Unicopli, Milano, 2014.
Di tutt’altro respiro, ma importante per Alessandra: Joan Beaz, a cura di G. Perona, Edizioni Scientifiche Italiane, 2014.

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